28 luglio 2015
il gusto del martedì

specialità vegan
tzatziki gluten free
hummus gluten free

primi vegan
tabulè di quinoa gluten free
riso java viola con costine e arachidi gluten free
riso basmati al curry con peperoni gluten free

secondi vegan
azuki verdi al curry di latte di cocco gluten free
spiedini di tofu alla tunisina
seitan con zucchine e ciliegini

contorni vegan
friggitelli gluten free
verdure alla provenzale  gluten free
miste in carpione gluten free

dolcezze vegan
strudel di more di bosco
mousse au chocolat gluten free
crema al limone con pesche bianche e zenzero gluten free

13 luglio 2015
variazione orario estivo

Per i vostri acquisti del pomeriggio Carmilla chiude alle ore 18,30.

Mattina e pranzo restano invariati.

7 luglio 2015
se VEGAN = SLOW, Carmilla è slow!

 

Riflessioni lente sul tema caldo della veggie-mania.

Le ragioni per cui si sceglie l’alimentazione vegetariana o vegana sono le più svariate, ognuno interpreta a proprio modo questa scelta, adattandola al proprio essere, e nella misura a sè più congeniale. Generalmente io raggruppo le motivazioni in 3 maxi categorie: quelle di salute (perchè è un’alimentazione “sana ” e viene proposta come dieta per diverse patologie, sulle quali non mi dilungo perchè non sono un medico), la ragione ambientalista o green (l’attenzione alle emissione di CO2, i maltrattamenti degli animali negli allevamenti intensivi, la sostenibilià) e non per ultima l’istanza spirituale legata a chi abbraccia filosofie orientali, vegetariane per tradizione, o altre forme di spiritualità. Talvolta le motivazioni si sovrappongono. Poi naturalmente ci sono infinite sottocaterie, ma quello che le collega forse è che in tutte queste forme di vegetarianesimo si cela un’attitudine: l’alimentazione come forma di auto-determinazione. D’altra parte siamo nell’anno dell’Expo, il food è una moda, un concept, uno stile di vita; spuntano grandi chef come funghi in autunno, i media rigurgitano trasmissioni, contest e articoli sull’argomento, i critici gastronomici ingrassano. Non per ultimi quelli veg.

E Torino? La nostra città, patria dell’acciuga e del bollito, da sempre così sobriamente elegante e orgogliosamente provinciale, sembra essere diventata la capitale italiana del “Go Vegan”. Sarei curiosa di leggere un sondaggio indipendente sul numero di vegatariani-vegani-semplici simpatizzanti e carnivori in città. Certo è che l’offerta aumenta di giorno in giorno in maniera esponenziale, e si sente continuamente parlare dell’ultimo locale veg-frendly aperto. Per una che come me a 21 anni era già iscritta al gruppo è un Bengodi! Finalmente ho l’imbarazzo di dove andare a cena!

Ma da addetta al settore sono costretta ad analizzare questo fenomeno, non solo a testare personalmente, anche perchè spesso al mio banco giungono commenti e notizie di prima mano poco confortanti. Purtroppo dovrei concludere che la maggior parte di questi locali è spinta più dalla possibilità di business e per aderire ad una tendenza, che da una scelta di vita dettata da valori e motivazioni. Per me essere vegan è una scelta a 360°: è amore per i frutti che la Terra mi dona, e che trasformo nella mia cucina, è attenzione alle materie prime, è rigore sui rifiuti, è attenzione agli sprechi alimentari e allo spreco di acqua, è rispetto per chiunque si avvicini alla mia tavola con autentica curiosità e sincerità… e perchè no, golosità! Conosco per nome i miei contadini, che a loro volta chiamano per nome i loro frutti, uno ad uno. Usando un’altra parola inflazionata: la mia cucina è slow. E penso che il veggie in genere debba necessariamente esserlo, altrimenti cadrebbe in una enorme contraddizione di termini.

Pertanto con spirito critico vi invito a riflettere sulla moda del fast food vegan, sugli chef  improvvisati che usano noti marchi di soia probabilmente trasgenica, su chi serve seitan rancido, sulla mancanza non solo di professionalità ma anche di rispetto per la filosofia veg. Credo che la scelta vegan sia la più grande forma attiva di rispetto per tutti gli esseri viventi, ed io mi sforzo di rispettare le scelte e i gusti di chiunque (tant’è che i miei clienti non sono tutti vegani, ma spesso semplici simpatizzanti); ma mi auguro che assieme, addetti al settore e consumatori critici, si stia davvero seminando un futuro green e spiritualmente radioso, non solo una moda passeggera, acritica, e superficiale.